Lucio Perna
 
 
CRITICA
 
2010 Valentina Cavera
 

Geografie emozionali
Lucio Perna
di Valentina Cavera | 4 maggio 2010

Immagini di viaggi, squarci di deserti, rocce, miraggi espressi in materia, in dinamiche composizioni di carta colorata su tela: questo è il lavoro di Lucio Perna, in mostra allo spazio Tadini fino al 21 maggio.

Il titolo dell’esibizione è Geografia emozionale, come il termine usato all’inizio del secolo da Giuliana Bruno, un’insegnante di Harward, per riassumere quel percorso emozionale dove il viaggio è considerato il punto centrale di un percorso artistico. Perna, ritrovandosi con la teoria di questa insegnante, ha pensato di intitolare il suo lavoro proprio nel medesimo modo. L’importante per l’artista è come vengono perepiti le immagini che si sono viste. Cristina Rossi scrive, riflettendo sui lavori di Perna: «Quando l’aereo sorvola un promiontorio roccioso, una duna di sabbia, o l’ansa di un fiume e perde lentamente quota per atterrare mi sono sempre sorpresa a costruire, da un paesaggio, un’immagine, a vedere nelle forme dei luoghi, delle cose, altre forme, antropomorfe, zoomorfe, quasi a conferma di un nostro bisogno di dare a un paesaggio… un’anatomia, un’anima».

Da un'immagine nasce un’emozione e da quella emozione prende vita un’opera d’arte. Molte volte, in Perna, i quadri nascono dalla visione di fotografie scattate in una delle tante trasferte artsitische. Il luogo che più gli è caro è il nord africa con l’Egitto, la Mauritania, la tunisia, lo Yemen. Ha compiuto varie ricerche anche in zone e quartieri poveri, come le bidonville, anche se quest'ultime vengono rappresentate come luoghi di speranza. Carta bagnata, incollata, trattata, maltrattata, accostata ad altra carta che disinvolta si riduce a forma, a paesaggio astratto; Lucio Perna afferma, ripensando alla sua geografia emozionale: «Una infinita sequenza di visioni che si sovrappongono, si intrecciano con percezioni captate attraverso altri sensi: il tatto, l’olfatto, l’udito. La mescolanza senza un criterio prestabilito, ma solo casuale e spontanea, genera sensazioni ed emozioni che il cervello registra prontamente, incamera per poi filtrare e riproporre attraverso il ricordo».

Fino al 21 maggio
Spazio tadini
via Jommelli 24, Milano.
Info: 022619684; www.spaziotadini.it.


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